GOVERNARE BENE È UNA QUESTIONE DI RESPONSABILITÀ E DI SCELTE

di Giancarlo Galan
Il vero problema del nostro Paese è quello di far ripartire l'economia, di rimettere in moto i "motori" di coloro che producono ricchezze reali, non immaginarie , di coloro insomma che dalle istituzioni pubbliche e dalla politica si attendono soltanto chiarezza negli obiettivi, trasparenza nelle procedure, significativo abbattimento dei tanti ostacoli burocratici. Non è facile dissolvere, eliminare, annullare la pesantissima eredità che grava sulle presenti generazioni degli italiani. Quel peso insopportabile è stato accumulato per dissipazioni successive, dissipazioni dello sconfinato finanziamento pubblico che serviva per tener in vita il peggior clientelismo, la cattiva politica, un fattore che nel tempo è diventato un sistema parassitario che ci costringe ormai da anni a praticare pesanti sacrifici sociali. Sacrifici che colpiscono diritti sociali fondamentali, quelli che ogni società civile dovrebbe poter riconoscere, per esempio, all'università, alla scuola, alla sanità, alla ricerca, a quei privati che spesso rappresentano un vanto indiscutibile del nostro Paese. Esigenze finanziarie non procastinabili ci portano a considerare la necessità di attuare politiche che hanno l'obiettivo di ridurre le spese. Un obiettivo questo che riguarda anche tutto ciò che attiene al Ministero di cui ho la responsabilità. Se ciò è giusto, sarà giudicato tale solamente se consentirà al nostro Paese di tornare a essere protagonista di un'economia in espansione, in crescita, e dunque ben venga l'invito a ridurre le spese. A una condizione però: meno spese per consentire un più deciso sostegno alle autentiche eccellenze del "sistema Italia". Tagliare si può, ma bisogna sapere ciò che va mantenuto e ciò che di nuovo va inventato. Si fa presto a sapere chi è virtuoso nel campo della pubblica amministrazione. Ci sono state Regioni non virtuose e queste vanno poste nella condizione di non nuocere più. Ci sono enti che spendono, che consumano, ma nulla si sa dell'effettivo utile che centinaia di milioni di euro dovrebbero ottenere ma che purtroppo non ottengono. In Regione del Veneto abbiamo realizzato uno tra i migliori sistemi socio-sanitari d'Europa. E questo lo abbiamo realizzato per il coraggio di chiudere ciò che andava chiuso, di semplificare ciò che si presentava come un inutile duplicato, di potenziare al contrario quanto dimostrava di essere una straordinaria qualità che imponeva, senza alcun dubbio, la cancellazione di attività tenute in piedi a seguito di passati interessi politici, che nulla avevano a che vedere con accertati valori sul piano sanitario e sociale. E lo stesso si è fatto in Veneto nel settore delle infrastrutture o della cultura, il che ha portato a sostituire ciò che si dimostrava lento, inefficace, improduttivo, con quanto poteva crescere meglio su basi di competenza e capacità tipiche di una managerialità attiva solo nel privato. La bancarotta di certe pubbliche amministrazioni la si è vista con la vicenda dei rifiuti in Campania. Il valore di certe pubbliche amministrazioni, mai parassitarie o sprecone, lo si è visto in Veneto che dispone di centinaia di paesi e città che hanno saputo trasformare la raccolta dei rifiuti in benefici economici ricavabili nel settore delle energie alternative. Concludo dicendo che stiamo di sicuro vivendo un momento molto difficile, ma è da qui che dobbiamo ripartire per riformare in meglio l'Italia.
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