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PDL, INDIGNATI? NOI CON GENTE, UN SUCCESSO IL TESSERAMENTO
''Grande successo della prima giornata nazionale del tesseramento del Pdl. Nel sabato che a Roma avrebbe dovuto essere degli 'indignati', il partito è tornato ad incontrare....
Manifesto
Scritto da Oscar Giannino   
Martedì 18 Maggio 2010
UNA MANOVRA PER CONTINUARE AD EVITARE L'ATTACCO DEI MERCATI ALL'ITALIA E TAGLI VERI AL PORTAFOGLIO DEI POLITICI
di Oscar Giannino

B3
Quale manovra per conti pubblici capaci di evitare anche in futuro all'Italia l'attacco dei mercati che sin qui non c'è stato per l'oculatezza del governo? Prima delle materie, conterà il tono, con cui comunicarla agli italiani. Che sono più consapevoli di quanto non sembri, di come l'eurocrisi chiami tutti a sforzi aggiuntivi.

I tempi. Fino alla fine della settimana prossima, quando si incontreranno i ministri dell'Economia dell'OCSE, Giulio Tremonti esaminerà le diverse ipotesi per raggiungere i 25-26 miliardi annunciati a inizio mese per il 2011 e 2012, da definire con la legge di stabilità che dal 2008 il governo ha preso la buona abitudine di anticipare a giugno, rispetto alla finanziaria. E' una manovra per il 2010, come afferma l'opposizione, perché si è perso il controllo dei conti? Le cifre ufficiali dicono di no. Il fabbisogno pubblico a fine aprile – il dato che misura l'andamento di cassa – è inferiore di 6,6 miliardi, rispetto al primo quadrimestre 2009.

L'ammontare. Può bastare, la correzione del deficit di 1,6 punti di Pil in 2 anni? Non è detto. Quella cifra era precedente al piano di salvataggio dell'euro. Alle proposte di modifica incisiva dell'EuroPatto di Stabilità, di cui oggi ha discusso l'Ecofin, dove i tedeschi hanno proposto che tutti adottino il vincolo costituzionale di un deficit non superiore allo 0,3% di Pil entro il 2016. Nonché alle misure antideficit annunciate in questi giorni da Spagna e Portogallo, ma anche da Germania e Francia. Se gli altri Paesi dell'euro alzano l'asticella della propria credibilità, anche noi dovremo farlo. Possono servire almeno sino a 2 punti di Pil.

Il tono. Berlusconi e Tremonti chiedono a opposizione e sindacati di collaborare, di fronte all'eurocrisi. Ma il governo starà molto attento al tono. Sino alla Grecia, la linea era "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". Ora diventa: "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani onesti". Ci saranno aggravi pesanti, per chi evade ed elude. A cominciare per esempio dagli "immobili inesistenti", di cui Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Comuni apprendono l'esistenza tramite Google e che per il fisco non esistono. Dal lavoro nero alle liste di evasori in arrivo dall'estero, lotta all'evasione come via maestra.

Sulle pensioni, salva la finestra di pensionamento d'anzianità prevista per il luglio prossimo, la scelta è di quanto ridurre le successive 2 finestre di anzianità e 4 di vecchiaia ogni anno previste sino alla piena attuazione della riforma Dini. Una sola finestra porta a un miliardo e mezzo di risparmi. Oltretutto, i dati dicono che in tempi di crisi non c'è, la corsa al prepensionamento. Nel biennio, analogo risparmio può venire dalle false pensioni d'invalidità. Nel 2009 il 15% delle prestazioni nelle 200mila verifiche è risultato illecito, e la voce pesa oltre 16 miliardi per l'INPS.

Nel pubblico impiego, gli altri Paesi tagliano le retribuzioni esistenti. Da noi, la scelta è se sospendere l'aumento concordato ad autunno, nell'ordine di 5 miliardi in più anni. In verità, dal 2000 al 2008 nel pubblico impiego le retribuzioni sono aumentate del 16,1% più dell'inflazione, contro il 3,9% di quelle private. E nel settore pubblico non si rischia il posto.

Tra il 1997 e il 2008, la spesa corrente è cresciuta del 38% a livello centrale, ma ben dell'80% tra Regioni e Autonomie. Ciò significa innanzitutto sanità: il debito sanitario cumulato è nell'ordine dei 50 miliardi, e in 5 Regioni i piani di rientro già decisi non sono rispettati.

Infine, i tagli veri al portafoglio dei politici, ma anche dei membri delle Autorità e dei signori magistrati. Sono un contributo simbolico, ma invocato dagli italiani che tirano la cinghia. Il governo non li deluderà.


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