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Manifesto
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Scritto da Paolo Del Debbio
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Mercoledì 05 Maggio 2010 |
Le dichiarazioni di principio rilevano spesso la loro vera natura e si trasformano agli occhi di tutti in ciò che sono veramente: dichiarazioni di comodo. È ciò che è avvenuto in Europa, negli ultimi tempi, a proposito della Grecia. L'Italia, e il centrodestra in particolare, sono stati bollati svariate volte di antieuropeismo. È avvenuto in Italia ad opera del centrosinistra (che invece sarebbe il fautore di un europeismo convinto) ed è avvenuto in Europa (dove la Germania e altri Paesi sarebbero gli alfieri dell'Europa stessa) additando nell'Italia l'anello debole. Abbiamo assistito esattamente al contrario quando c'è stato da occuparsi di ciò che avevano combinato ad Atene, un vero e proprio disastro. Ne hanno fatte di tutti i colori. Ma, a parte questo, l'Europa non c'è stata quando c'era bisogno che ci fosse. È stata incerta, confusa, indecisa. Tutto il contrario di ciò che dovrebbe essere in questi casi. Vi immaginate cosa sarebbe accaduto negli Stati Uniti – e conseguentemente nel mondo – se di fronte alla crisi avessero tentennato come il vecchio continente? Un disastro. L'Europa dallo scoppio evidente della crisi greca (perché tutto si sapeva ben prima) ha lasciato passare un mese e mezzo buono dell'inanità più completa. L'Italia e il suo governo di centrodestra hanno proposto, con il suo ministro dell'Economia Tremonti, il da farsi. Si sono resi disponibili a farlo mettendo – sia pure in mezzo a mille difficoltà economico-finanziarie – a disposizione la loro parte di risorse. L'Europa dei finti europeisti no. È stata capace di fare mille distinguo, ha fatto perdere tempo, denari e credibilità all'euro di tutti. Meglio dunque qualche europeo critico come noi che qualche europeista finto come gli altri.
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