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Manifesto
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Scritto da Giuliano Urbani
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Mercoledì 05 Maggio 2010 |
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IL POPOLO DELLA LIBERTA' E' UN PARTITO UNICO NEL SUO GENERE. NON C'E' SPAZIO PER I PERSONALISMI
Di Giuliano Urbani
 Non esiste un solo modello democratico di partito politico. Nel secolo scorso il politologo francese Maurice Duverger scrisse che ne esistono infiniti. Uno di questi è senza dubbio il Popolo della Libertà, un partito davvero unico nel suo genere. Un partito fondato sul rapporto diretto di un leader carismatico con i suoi elettori. Quando, nei primi anni Novanta, ho contribuito alla nascita di Forza Italia, questo concetto fu subito chiarissimo. A me, agli altri fondatori e soprattutto agli elettori: Berlusconi rivolgeva un appello agli italiani che non tolleravano più la sinistra: "Seguitemi". Milioni di cittadini esasperati risposero positivamente, un nuovo partito si formò e alla fine il risultato fu lo sgretolamento della sinistra. Fu un'operazione unica, storica, tutta basata appunto sul rapporto diretto tra un leader che lanciava un appello e gli italiani che decidevano di raccoglierlo. No, in questo rapporto che a distanza di quasi vent'anni è ancora fortissimo, non c'è spazio per chi si mette di traverso. Non c'è spazio per i distinguo, per i personalismi e per resistenze di alcun genere. E non c'è nemmeno il rischio che si formino correnti. Perché la gente che vota PdL vota innanzitutto e soprattutto il suo leader: Silvio Berlusconi. Chi non capisce questo concetto basilare e pretende di imporsi è meglio che si accomodi, è meglio che se ne vada. In primo luogo perché si illude, in secondo perché procura danni al Paese, in terzo perché non ha futuro. Eppure la storia di Follini avrebbe dovuto insegnare qualcosa: a proposito, qualcuno si ricorda che fine ha fatto?
Giuliano Urbani
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